… DI ALTRE STORIE: IL PROFUMO DEL SILENZIO

Mauna – MendittoRosa

Quali che siano le tue pene, la vittoria su di esse sta nel silenzio

Detti dei Padri del Deserto

Per C. G. Jung la sincronicità rivela un nesso speciale, una coincidenza nel tempo tra due o più eventi con lo stesso o simile significato e senza nesso di causalità tra di loro: “gli eventi sincronici si basano sulla simultaneità di due diversi stati mentali”. Questo nesso appare al soggetto che ne fa l’esperienza, autoevidente, inequivocabile e gli si palesa come per incanto, luminoso e stupefacente.

MendittoRosa è il nome di una profumeria con sede a Napoli che produce capolavori di nicchia: definirli profumi è riduttivo, perché sono creazioni concettuali nate da un’urgenza dell’anima, da un’ispirazione che si coglie a partire dal nome di ciascun profumo e si rivela a partire dalla cura riservata alla confezione e alle materie prime. L’esperienza olfattiva viene “dopo”, a coronare l’impressione che il nome e la forma hanno lasciato e completa un quadro astratto straordinariamente dipinto, che, per tornare a Jung, sembra parlare un linguaggio archetipale.

Il mio primo incontro con le creazioni di MendittoRosa, accade qualche anno fa mentre rigiravo i Tarocchi marsigliesi tra le mani, chiedendomi come ci si possa lasciar trapassare dal significato delle carte, quando le si legge, senza contaminarle con le nostre proiezioni e fu con il Matto, Le Mat, prima e/o ultima carta dei Tarocchi: un capolavoro che armonizza le note olfattive della noce moscata, del pepe nero, dei chiodi di garofano, del geranio, della rosa, del patchouli e dell’elicriso. Il Matto. Un profumo dedicato al Tarocco che inizia o chiude il percorso iniziatico descritto dalle lame. Un profumo che ti capita sotto il naso quando ti stai facendo domande sulla tua modalità di lettura, sul tuo ruolo come tramite. Puoi lasciar correre?

Le Mat – MendittoRosa

Lascio correre, ma resto impigliata nella trama creativa che Stefania Squeglia, fondatrice ed anima del brand, va via via tessendo e mi incanto ad annusare Osang (2017) e Nettuno (2016). I profumi non sono facili da trovare, in regione c’è solo una profumeria che li tratta e non tutti.

Quest’anno è un anno pesante, pesa di un peso che pende e “quant’è peso pende, e quanto pende dipende”1. Sono costretta da un pensiero costante che più indaga il senso del vivere, più si ritrova inadatto, incapace. I concetti si affollano in testa e la rendono ottusa, sembrano spazzatura che intasa ed inquina, mi sento simile alla casa di chi è affetto da disturbo di accumulo compulsivo e si ritrova a vivere immerso nella cianfrusaglia: c’è un enorme bisogno di silenzio.

Mauna (मौन – silenzio) è l’ultima creazione di MendittoRosa. Silenzio. Il profumo è innanzitutto un capolavoro per gli occhi, la boccetta è chiusa da un fiore di loto in bocciolo che sta per fiorire: fermo, congelato e sospeso nell’istante del passaggio, invita all’immobilità. La descrizione sul sito2 del marchio allude all’olfatto come “organo del silenzio” e sorrido, perché per me è da sempre evidente: quando dobbiamo “ascoltare” qualcosa occorre un silenzio selettivo, che filtra il rumore che vogliamo percepire, ma quando dobbiamo annusare, allora il silenzio si fa totale, l’udito distingue i rumori, l’olfatto ascolta il silenzio. Posso lasciar correre? Questa volta no. Il profumo non si trova in regione, non si può acquistare online, non posso permettermelo e le confezioni più piccole non sono disponibili: come fare?

A volte accadono cose, piccole sorprese che aprono confronti e scambi, creano connessioni improbabili e inaspettate con persone lontane. Gli eventi si concatenano in modo inaspettato e la loro sincronicità ti porta a “cavalcare” l’onda di entusiasmo che ti pervade e così ti ritrovi a vincere inibizioni e paure e ad essere sfacciata: Mauna arriva a casa, direttamente dalla sede di MendittoRosa, con una lettera cartacea scritta a mano (a mano!): dunque, annusiamo il silenzio!

Il profumo si svolge attorno alle note del sandalo che viene letteralmente avvolto e “ovattato” dalle note di testa (pepe e zenzero) e dalle note di coda, più dolci, del benzoino, della fava Tonka e dello storace. La sensazione è davvero particolare, perché le note di testa del pepe e dello zenzero che aprono il profumo sono come “trattenute” dal legno di sandalo che non permette loro di “invadere” l’olfatto, ma si fa da loro “annunciare”, arrivando al naso con discrezione, timido, in silenzio. In India la pasta di legno di sandalo viene tradizionalmente posta sulla fronte per calmare la mente e facilitare la concentrazione ed ha proprietà rinfrescanti e Chandana, il termine sanscrito che indica il sandalo, significa “che allieta”: così accade che discretamente le note del legno pervadano i sensi, allietandoli e siano sostenute dalle note di coda, tiepide, avvolgenti che ne prolungano la permanenza, sembrano quasi fissarlo nella memoria ed evocarlo continuamente, come un mantra.

Un profumo con un equilibrio sorprendente, che resta, come il fiore di loto che lo racchiude, sospeso, fermo, immobile pur cambiando. Un profumo che richiama costantemente ad un luogo raccolto dove ci si riposa, ci si svuota, dove la mente può fermarsi e stare in silenzio. Un capolavoro (non avevo dubbi). Consigliato come oggetto di una esperienza meditativa, adatto ad essere indossato sempre, per condurre al silenzio un mondo fin troppo invadente e rumoroso.

  1. C. Michelstaedter, La persuasione e la rettorica ↩︎
  2. http://www.mendittorosa..com ↩︎

Pubblicato da sunyapala

"Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta, che è la più spaventosa delle stanchezze. Non pesa come la stanchezza del corpo, né inquieta come la stanchezza della conoscenza emotiva. È un peso della coscienza del Mondo, un non poter respirare con l'Anima." F. Pessoa

2 pensieri riguardo “… DI ALTRE STORIE: IL PROFUMO DEL SILENZIO

  1. Sincronicità si espande in tempi dilatati, declinati sulle personali realtà. Un’altra meraviglia della Vita! Tempo fa mi capitò casualmente di leggere la descrizione di un profumo. Mi sentii chiamata e scossa. Il mio naso reclamava quell’esperienza. Sentivo le mie cellule risuonare alle piante elencate nella composizione. Il desiderio di quell’equilibrio olfattivo era intenso. Come te ho cercato, ma ho scelto di arrendermi: il profumo era molto esclusivo, necessitava una scelta a scatola chiusa, nessun tester, nessun negozio fisico, non ho avuto la possibilità di incontrarlo. Ho deciso di lasciar andare. Nel tempo, a tratti è riaffiorata in me quella sensazione di impellente necessità che avevo provato.

    Ora questo tuo scritto riaccende il mio desiderio e mi risveglia a richiami rinunciati. La Vita mi sta offrendo una nuova opportunità? Proprio mentre sto cercando un nuova relazione con la mia mente per incontrare il mio Sacro Silenzio!

    E così, ancora una volta, anche oggi, si rinnova il miracolo, l’esperienza della Gratitudine. Per questa lettura, per tutto ciò che risveglia e ravviva in me. Grazie, come il fiore di loto, che questa volta sboccia.

    Anna

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Anna Cancella risposta